Soldi : 20 EuroEconomia: produzione e reddito nazionale.

Art. 1 della Costituzione della Repubblica Italiana :
L
'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

Lavoro

Nozioni sul reddito nazionale:

La valutazione del reddito nazionale in Italia

Reddito e ricchezza:

Indici del reddito  e del benessere

Reddito prodotto, reddito percepito e reddito consumato

Il reddito netto può essere misurato anche in fasi diverse del ciclo di produzione- distribuzione- consumo. Nella Tav 210, possiamo vedere che il reddito viene raffigurato come un fiume che scorre in un tubo circolare chiuso. Dal serbatoio posto al centro, considerato il fondo disponibile per la produzione, parte un tubo da dove defluisce il prodotto lordo o reddito (beni + servizi) dove, una parte di quest’ultimo, che serve per pagare le materie prime e reintegrare il capitale, ritorna immediatamente al punto di partenza. Del restante (reddito o prodotto netto) una parte viene reimpiegata o risparmiata sotto forma di nuove strutture o nuove riserve di capitale delle imprese. Quello che rimane viene diviso tra tutti i fattori produttivi e prende il nome di dividendo nazionale. Se lo scambio non esistesse, il dividendo verrebbe diviso in natura tra tutti coloro che hanno partecipato alla produzione dei suddetti bene e servizi. Grazie all’esistenza della moneta  e dello scambio si ha la possibilità di dare al posto della quota spettante per la partecipazione alla produzione, un titolo e tutti i beni esistenti sul mercato. Le somme che formano il dividendo nazionale arrivano alle singole persone sotto forma di: stipendi, salari, rendite, profitti, interessi e redditi misti, ques’ultimi vengono poi in parte risparmiati ed in parte reimmessi  sul mercato. Nel risparmio, una parte viene messa nel fondo spese e raggiunge quindi il mercato dei beni di consumo, e l’altra parte (fondo risparmio) raggiunge invece il fondo per la produzione attraverso le banche ma anche direttamente. Infine quello che resta viene speso in acquisto di beni e servizi, ritornando anch’esso nel fondo per la produzione. Il fatto che esistono, oltre il serbatoio principale, altri serbatoi secondari fa sì che il flusso di ricchezza che vi entra (in ogni serbatoio), non sia per forza uguale, nel tempo, a quello che ne esca. Quindi solamente in condizioni stazionarie si può avere un rapporto fisso tra la portata dei singoli serbatoi. Il reddito netto si suddivide in:

1.      REDDITO PRODOTTO: la ricchezza ed il suo flusso vengono calcolate nel momento in cui il prodotto, purificato dalle quote che vengono reintegrate nel capitale, viene distribuito tra tutti i fattori produttivi. Il reddito prodotto viene calcolato attraverso le statistiche produttive più i dati sui servizi personali; in questo calcolo l’importante è evitare che un prodotto venga valutato due volte durante le fasi di lavorazione. In ogni fase produttiva il prodotto è il valore aggiunto di quella particolare fase di lavorazione; in definitiva, se prendiamo un prodotto finito, questo sarà il prodotto netto, a cui bisogna togliere il valore degli elementi impiegati per ottenere infine il plusvalore.

2.      REDDITO PERCEPITO: è quella parte di flusso che arriva nelle tasche delle persone che partecipano alla produzione. Esso è uguale al reddito netto prodotto meno la quota che le imprese hanno risparmiato. In taluni casi può succedere che quest’ultima sia maggiore del reddito prodotto; il reddito nazionale , di cui parte viene risparmiato dalla imprese, è difficilmente valutabile  in quanto si tende a confonderlo con la quota di reintegrazione del capitale e le spese di esercizio. Il reddito percepito non è altro, quindi, la somma che l’individuo ha a disposizione nel tempo e che può essere risparmiata o spesa. Esso include anche i servizi gratuitamente resi ma che comunque appaiono come il corrispettivo di una prestazione e hanno quindi valore di mercato. Non sono invece compresi i servizi che sono gratuiti per natura come: clima, parchi pubblici, etc… Il reddito netto percepito non è altro che la somma complessiva dei redditi individuali ricevuti nel tempo dalla comunità come corrispettivo dei servizi produttivi: può essere paragonato al concetto di reddito privato o reddito delle persone fisiche. Nel R.N.P. vengono inclusi anche gli eventuali salari dei domestici, mentre sono escluse le somme elargite senza nulla in cambio come regali, carità, etc… Anche le pensioni devono essere incluse perché non sono altro che quote differite delle somme spettanti ai lavoratori come titolo di salario o stipendio. Vengono inoltre incluse le somme versate  a titolo benefico registrate nel conto spesa dell’azienda, mentre quelle donate al momento della distribuzione degli utili nel reddito netto, non devono essere incluse. Paradossalmente, una ricerca effettuata da STAMP, ha evidenziato che, se i servizi prestati in seno alla famiglia delle donne si valutano  0 e lo stesso invece si registra se la donna lavora in fabbrica, si devono o escludere sempre  o valutarli sempre. Le fonti che danno la possibilità di studiare  in modo statistico il reddito percepito sono i censimenti di reddito. Anticamente esso era usato per calcolare la ricchezza privata mentre ora si aggiornano periodicamente le cartelle dei singoli contribuenti; essi sono importanti perché danno la possibilità di capire la ripartizione del reddito a seconda dell’età, il sesso e l’ammontare. Sicuramente queste analisi non sono prive di errori, ma hanno forse i risultati  più plausibili e veritieri. Le statistiche utilizzate a scopi hanno due grandi difetti: non comprendono tutti i redditi, tranne quelli superiori al minimo imponibile, e spesso presentano errori dovuti all’evasione, alla sopravvalutazione, o alla doppia tassazione fatta sui redditi. In definitiva, il calcolo del reddito percepito viene fatto con metodi che variano per ogni fattore produttivo; per esempio: il guadagno degli operai viene rilevato in maniera diretta  e completa per le grandi agenzie, invece viene solo stimato, attraverso indagini a campione per le più piccole. Per quanto riguarda i profitti  vengono valutati i bilanci pubblicati e per ultimo in alcune classi professionali si valutano i dati fiscali tenendo conto dell’evasione fiscale. In tutti i sopraddetti casi, le rilevazioni danno la somma dei salari dei redditi netti degli imprenditori indipendenti, delle rendite, degli interessi dei capitali e dei profitti delle imprese sia pubbliche che private. Al tutto si deve poi aggiungere il reddito dovuto  dagli investimenti effettuati da stranieri; aggiungendo, al reddito nazionale, l’importo delle imposte indirette si ha il reddito nazionale ai prezzi di mercato e ancora, aggiungendo a quest’ultimo l’ammontare degli ammortamenti si ha infine il reddito nazionale lordo.

3.      REDDITO CONSUMATO: il reddito che viene percepito dalla comunità, togliendo la parte risparmiata viene utilizzato per acquistare  servizi e beni. Se facciamo una statistica  sugli importi incassata in un anno da negozi, ristoranti, società assicurative, medici, etc…, e  aggiungiamo il risparmio e le imposte dirette, il risultato dovrebbe ricondurci al reddito nazionale. Questa tipologia di valutazione è ancora in fase sperimentale, ma si è già potuto intuire  che sicuramente  dà risultati più veritieri delle altre due , infatti darebbe il risultato dei godimenti procurati effettivamente in un anno e non quelli che potrebbero procurarsi.

Studio Calderoni: dottore commercialista, revisore contabile a L'Aquila.

Studio Gambicchia: dottore commercialista, revisore contabile a Rieti.

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